martedì 5 settembre 2017

Alpe della Rossa 2229 m.

Meta classica dal Pian della Mussa, escursione veramente consigliata per la bellezza dei panorami e la possibilità di incontrare camosci, stambecchi e marmotte. Adatta a tutti purchè in possesso di una minima esperienza di montagna.












Partenza: Pian della Mussa 1761 m.
Arrivo: Alpe della Rossa 2229 m.
Dislivello: 468 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: E
Bibliografia: Spettacolari escursioni di Zangirolami-Bergamino-Pellerino
Cartografia: IGC n.2,1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: dalla direttissima di Lanzo, si prosegue verso l'alta valle in direzione Ceres. Superato Ceres si prosegue per Ala di Stura e poi Balme. Da qui si prosegue ancora per gli ultimi chilometri sino al Pian della Mussa dove, alle Grange della Mussa si può parcheggiare l'auto. Nei mesi estivi parcheggio a pagamento su tutto il piano (3 euro).













Descrizione: Lasciatoci alle spalle il piccolo ristorante si sale sulla destra (indicazioni) si risale il pratone per ripide tracce di sentiero entrando poi in un boschetto di larici per arrivare in seguito nella zona di pascolo di Pian Rulè o delle Marmotte 1980 m., lasciato il pianoro si riprende a salire verso destra e si arriva all'Alpe Rulè 2000 m. Si affronta ora un lungo diagonale ascendente verso destra sino ad arrivare ad una conca erbosa, si raggiunge un colletto e si piega a sinistra, e di qui in breve si arriva all'Alpe della Rossa, dove il panorama diventa maestoso. Rientro per il medesimo percorso. VARIANTE DI DISCESA: (da intraprendere solo con buona visibilità) si può compiere in traversata un giro ad anello scendendo sul Pian della Ciamarella. Occorre tornare indietro fino al colletto incontrato in salita e andare a destra per una traccia che aggira una spalla erbosa e si arriva così in discesa ad attraversare un pianoro (ometti) fino ad affacciarsi sul Pian Ciamarella. Dal pianoro si piega prima a sinistra e successivamente a destra fino a raggiungere un sentiero nei pressi di un rio. Scendere ora verso sinistra in direzione del Rifugio Città di Ciriè 1850 m., da questo punto su strada asfaltata sino all'auto.


sabato 26 agosto 2017

Rifugio Q.Sella al Monviso 2640 m.

Il Rifugio Quintino Sella è situato tra il Lago Grande di Viso e il Lago di Costagrande, in una posizione di suggestiva bellezza alle falde del Monviso (m. 3.841), all’interno del Parco del Monviso, riconosciuto dall’Unesco come "Area della Biosfera del Monviso". Divenne dagli inizi del '900 la base principale per la salita al Monviso, venne poi ampliato per fare fronte alle accresciute esigenze da parte degli alpinisti diretti alla vetta, promuovendo così lo sviluppo economico e turistico di Crissolo. Simbolo del Parco del Monviso è la Salamandra Lanzai.         


Località di partenza: Pian del Re 2020 m. 
Arrivo: Ghincia Pastour 2640 m.
Dislivello: 620 m.
Tempo di salita: 2:50 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Si prosegue sulla strada principale risalendo la valle fino a Crissolo, dal capoluogo si prosegue sulla strada per il Pian del Re dove è possibile posteggiare l'auto. Nei mesi estivi il posteggio è a pagamento 5 euro giornaliere.













Descrizione: Al fondo del Pian del Re luogo convenzionalmente indicato come sorgente del fiume Po, inizia il sentiero di salita che con ampi tornati risale il pendio ed in breve raggiunge il Lago Fiorenza, di cui si costeggia al termine del quale si risale per sentiero sino ad arrivare in vista del Lago Chiaretto. Ora compiendo un semicerchio verso destra in leggera discesa si aggira il Lago per poi iniziare un lungo diagonale ascendente verso sinistra per risalire poi i detriti morenici fino ad entrare in un pianeggiante vallone tra il Monviso e il Viso Mozzo. Di qui con percorso a saliscendi si giunge al Colle di Viso da dove appare il bel Lago Grande di Viso. Ora un comodo sentiero pianeggiante porta in breve tempo all'ormai visibile Rifugio Quintino Sella. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso.


domenica 20 agosto 2017

Altopiano della Gardetta

Una storia lunga 300 milioni di anni, quando ancora queste montagne non esistevano ed il tutto faceva parte di un continente in riva al mare frequentato dagli antenati dei dinosauri dei quali si possono ancora osservare le impronte. Impronte associate al rettile Ticinosuchus ferox, predatore di circa 2.5 metri di lunghezza che camminava a quattro zampe con una lunga coda sollevata dal suolo. Tutto questo e altro ancora si può vedere su questo meraviglioso altopiano.












Località di partenza: Colle del Preit 2083 m. 
Arrivo: Rifugio della Gardetta 2335 m.
Dislivello: 252 m.
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: T
Cartografia: IGC: n.7 1:50.000 Valli Maira-Grana-Stura
Accesso stradale: da Dronero si prosegue nella Valle Maira con la SP422 in direzione Ponte Marmora dove al bivio si svolta a sinistra in direzione Marmora-Canosio, al bivio successivo si lascia a sinistra Marmora e si prosegue a destra verso Canosio. Si continua poi in direzione del Colle del Preit dove alla fine si può parcheggiare. L'ultimo km. di strada nei mesi estivi è regolamentato al traffico con chiusura alle 10:30 del mattino.













Descrizione: Lasciata l'auto, in breve si raggiunge il Colle del Preit dal quale si gode già di un'ampia vista sull'altopiano e a sinistra sulla magnifica Rocca la Meja che sarà una costanta di questa gita. Si tralascia la strada che scende verso l'agriturismo per andare a destra (indicazioni per il rifugio Gardetta). Si può scegliere se continuare per la sterrata oppure seguire i segni gialli del sentiero che passano più lontano dallo sterrato. in un'ora di cammino si arriva al fondo dello sterrato, a questo punto si svolta a sinistra e in 10 minuto si giunge al rifugio, dal quale volendo in mezz'ora circa si può raggiungere il passo della Gardetta, da dove si gode di un maggiore panorama. Per vedere le impronte dei dinosauri chiedere informazioni direttamente al rifugio.
Per il rientro si percorre il medesimo sentiero dell'andata.

sabato 19 agosto 2017

Rifugio dell'Alpetto 2271 m.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=ppfmt18PFHs&feature=youtu.be

Splendida gita ai piedi del Monviso che permette di assaporare paesaggi aspri e di ripercorrere con la mente i lontani tempi eroici dei primi salitori e padri dell'alpinismo, quando venne edificato il primo rifugio sulle Alpi nel 1866 che divenne la base principale per le ascensioni al Monviso.













Località di partenza: Meire Dacant m.1640 (Oncino) 
Arrivo: Rifugio Alpetto 2271 m.
Dislivello: 631 m.
Tempo di salita: 2:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Si prosegue sulla strada principale risalendo la valle fino al bivio per Oncino dove si svolta a sinistra. Dal centro di Oncino si prende a sinistra dopo la chiesa in direzione Meire Bigoire da dove poi si seguono le indicazioni per Rifugio Alpetto e la strada sino al termine dove si presenta sterrata nell'ultimo chilometro e dove alla fine si può parcheggiare.













Descrizione: dal parcheggio si può prendere il sentiero che sale diretto, oppure continuare ancora per un tratto di strada sterrata (10 minuti in più), si percorre il fondo del vallone e si arriva ad attraversare su un ponticello il rio Alpetto e si inizia la salita sul versante opposto. La salita diventa ora più sostenuta e ci si alza con numerose svolte che fanno guadagnare quota e si prosegue in direzione dell'intaglio nella bastionata in alto. Arrivati alla base dopo aver attraversato alcuni pascoli il sentiero si fa ancora più ripido e con numerose svolte permette di superare la bastionata per arrivare ad una bellissima conca erbose da dove si erge la mole del Monviso. Il percorso diventa ora pianeggiante per poi risalire un'ultima breve rampa e si arriva al nuovo rifugio dell'Alpetto. Pochi metri più avanti affacciato sul lago omonimo si trova il vecchio rifugio costruito nel 1866, ora restaurato e adibito a museo. Il ritorno avviene per il medesimo percorso.


Laghi Luset 2133 m.

Nel periodo estivo sono molte le strade forestali che ben si prestano all'escursionismo e alla mountain bike, così come i  sentieri che portano in quota e permettono di raggiungere luoghi incantevoli attraversando pascoli e alpeggi di rara bellezza e con impagabile panorama sul Monviso.












Località di partenza: Pian Munè 1535 m. 
Arrivo: Laghi Luset 2133 m.
Dislivello: 598 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: T/E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Giunti a Paesana si svolta a sinistra in direzione Sanfront e subito dopo a destra in direzione Pian Munè, dove si giunge dopo diversi km e si può posteggiare l'auto.













Descrizione: dal rifugio di Pian Munè si prende la stradina di sinistra che con numerosi tornanti a moderata pendenza (possibilità di tagliare in diversi punti) si dirige a Pian Croesio arrivo della seggiovia. Belle le aperture panoramiche sulla displuviale Po-Varaita, giunti all'arrivo della seggiovia si continua sulla strada a sinistra del bar e con percorso ben evidente si attraversano gli ampi pascoli da dove, si estende il panorama sul Monviso, si prosegue fino al termine della carrareccia, e dove si trova un alpeggio. Da questo punto inizia il sentiero sulla sinistra segnalato e con numerosi ometti sul percorso porta al superamento di un paio di conche e si perviene infine ai due laghi. Si ritorna per il medesimo itinerario.

lunedì 7 agosto 2017

Hans Clemer maestro d'Elva

Il Video:
https://www.youtube.com/watch?v=dDknA7ToDXU&feature=share

Come accennato nella gita precedente, dopo essere saliti al Monte Nebin, vale la pena di scendere per 7 km. e raggiungere il bellissimo paesino di Elva per vedere i gli affreschi del  pittore fiammingo Hans Clemer chiamato a decorare la chiesa nel 1494. Gli affreschi raffigurano la crocifissione e le storie della Vergine. Altri dipinti di questo artista sono visibili a Saluzzo (casa Cavassa) a Revello (nella Collegiata) a Costigliole (in Santa Maria Maddalena) a Celle Macra (nella parrocchiale).

Monte Nebin 2510 m.










Montagna molto panoramica che si eleva tra la Valle Varaita e la Valle Maira, da dove nelle giornate terse si possono ammirare i tremila di Elva, Pelvo, Rocca la Marchisa, Chersogno e le cime della Valle Varaita con il Monviso in primissimo piano. Data la brevità del percorso e la comodità di accesso al colle vale la pena di abbinarla ad una visita alla stupenda Elva a 7 km. dal colle.













Località di partenza: Colle di Sampeyre 2284 m.) 
Arrivo: Monte Nebin 2510 m.
Dislivello: 300 m. considerando le perdite di quota
Tempo di salita: 1:15 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: da Saluzzo si continua in direzione Valle Varaita, verso Sampeyre, alla rotonda prima di entrare in paese si svolta a sinistra in direzione Colle di Sampeyre e Elva e con lungo percorso (16 km.) si raggiunge il colle dove si può posteggiare l'auto.













Descrizione: si ignora la strada sterrata che conduce al Colle della Bicocca per prendere il sentiero che si alza a sinistra nella direzione dei tralicci che risale con pendenza moderata il largo costone spartiacque sul quale si camminerà sino in cima al Nebin, si arriva così in punta alla modesta elevazione del Cugn di Goria 2384 m. Da qui perdendo un po' di quota si scende alla sottostante strada sterrata "strada dei cannoni" (che si può percorrere poi al ritorno), dalla quale si stacca subito deciso il sentiero di salita che percorre fedelmente il filo di cresta guadagnando così i rimanenti 200 m. di dislivello fino alle roccette sommitali dove è posta una grande croce. Con giornata limpida il panorama è grandioso. Il rientro si effettua per il medesimo percorso.